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Photoshop: illustrare in RGB o CMYK? Opinione di Paolo Domeniconi

Photoshop: illustrare in RGB o CMYK? Opinione di Paolo Domeniconi

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Meglio illustrare/disegnare in rgb o cmyk? E’ la domanda che si fanno in molti, alle prime armi e non. Qui vi riporto una interessante opinione di Paolo Domeniconi, grande illustratore, che si da la sua versione sul dilemma rgb/cmyk.

Ogni tanto qualcuno mi chiede il motivo per cui preferisco il metodo RGB pur sapendo che il mio lavoro è destinato alla stampa in quadricromia.
Certamente si può ottenere un buon risultato anche partendo dal metodo CMYK ma a mio avviso ci sono alcuni ottimi motivi per impostare il proprio lavoro in RGB e convertire in quadricromia solo alla fine, dopo aver appiattito tutti i livelli.

– Tutti lo sanno, la quadricromia “pesa” di più, rallenta e si perdono molti filtri, va bè io tanto non ne uso.

– Otto tubetti di acrilico consentono una gamma molto più vasta della migliore stampa in quadricromia, perché dovrei limitare la mia tavolozza digitale? A parte i miei portfoli sul web, se mi servono le immagini per una mostra le faccio stampare in RGB, senza rinunciare al mio blu cobalto.
Uso spesso comunque i cursori in quadricromia per cui vado fuori gamma stampabile solo con saturazioni e valori tonali. Se attivo Visualizza/Prova colore ho comunque l’anteprima del risultato in quadricromia, anzi in una specifica quadricromia.

– Questo è un punto essenziale, non esiste una generica “quadricromia”, ma precisi profili di quadricromia, uno per ogni tipo di stampa, carta, inchiostri utilizzati.
Altro punto a favore di un “Super originale” in RGB da convertire in CMYK solo al momento della consegna!
Se va su carta patinata convertirò probabilmente in Coated FOGRA39, se va su carta opaca sceglierò Uncoated FOGRA29, giusto per fare un esempio.
I profili colore non sono fisime, alcuni grossi editori di scolastica che stampano su carta sottile richiedono l’ISO Coated v2 300%, ovvero: il nero più nero di un’immagine RGB, convertita in quel profilo, produrrà una quadricromia dove la somma dei quattro inchiostri in un singolo punto non supera il 300%. Altrimenti la stampa non parte.

Ma se lavoro direttamente in quadricromia? Ecco che posso combinare guai grossi!
Facciamo finta che io stia lavorando in CMYK, col classico profilo Coated FOGRA39 e voglia aggiungere un cappellino nero a questo personaggio. Nulla mi vieta di sparare tutti i colori al 100% come faccio qui:

paint_cmyk

 

Aprendo il pannello Info, opportunamente configurato, il numero di fianco alla lettera Sigma permette a chi è scarso in matematica come me di vedere la somma dei quattro inchiostri nel punto dove posiziono il puntatore: 400%!
Roba da galera! Il FOGRA39, la comune stampa su patinata, ammette un TAC (Total Area Coverage) del 330.

cmyk_info

 

Vediamo cosa succede se mi concedo le stesse libertà su un file RGB, visivamente il risultato è identico.

paint_rgb

Ma se vado a verificare con l’Info trovo un valore Sigma di 329, quindi nei limiti del TAC del FOGRA39.

Vedo quel valore perché ho impostato FOGRA39 come CMYK di default da Modifica/Impostazioni colore.
Quindi la quadricromia “ufficiale” quando converto da Immagine/Metodo/Colore CMYK.

rgb_info

 

Ma questo file RGB potrà essere convertito in tutti i profili di quadricromia del mondo, ognuno con TAC e valori cromatici ottimizzati per un preciso tipo di stampa.
In questo caso, la conversione va fatta dal menu Modifica/Converti in profilo.
Attenzione, quando si salva il file bisogna sempre incorporare il profilo.

La quadricromia, in definitiva, è un oggetto piuttosto delicato, la presenza di un colore non lineare rispetto agli altri (il nero) mi fa preferire che se ne occupi il programma, è una delle cose che sa fare meglio.

Prossimamente scriverò due righe sulla scelta dello spazio RGB più opportuno per chi ha come intento finale la stampa, ma intanto possiamo già escludere il famigerato sRGB.

 

Tratto dal blog di Paolo Domeniconi


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  • peppe genchi,
  • giugno 6, 2014

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