Comunicazione politica, aziendale e personale

Errori in campagna elettorale. Ecco quali non commettere

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Può succedere che durante la campagna elettorale si possano commettere degli errori. Questi errori possono essere figli di una strategia non calibrata perfettamente o di una reazione scomposta a qualche evento accaduto in corso della campagna elettorale.

Il marketing politico studia il pubblico al fine di capire quale è il nostro “mercato elettorale”, nel nostro caso quale “segmento elettorale” al fine di essere in grado di elaborare una buona strategia di campagna elettorale.

Mi è capito in alcune campagne elettorali che sia successo di tutto e di più. Un candidato che utilizza tecniche che crede siano buone, oppure che decide di fare quello che fanno i suoi avversari per non sentirsi da meno. A volte i candidati sono anche mal consigliati poiché in questo lavoro in molti si improvvisano esperti di marketing politico o di comunicazione politica.

Quando succedono le cose appena dette si possono innescare una serie di “errori” che possono, in alcuni casi, compromettere il risultato finale.

Vediamone alcuni.

ERRORE N° 1 • Trasformarsi in paladino del popolo

È quella che chiamo sindrome di Robin Hood. Ad un certo punto tutti vogliono togliere ai ricchi per dare ai poveri. Iniziando a riempire discorsi con slogan di questo tenore. Questo può essere un errore molto grave. Se la storia del politico non è stata caratterizzata da queste battaglie si rischia di diventare dei “personaggi”. Ossia di voler interpretare un ruolo che non è proprio. L’elettore leggerà questo atteggiamento come finto incrinando il rapporto il possibile rapporto di fiducia.

 

ERRORE N° 2 • Ricandidarsi con lo stesso messaggio/slogan

Un errore di marketing che ho visto diverse volte durante una campagna elettorale è un candidato che cerca la rielezione e utilizza discorsi, promesse o messaggi dalla sua campagna precedente. (attenzione in questo caso, si possono presentare delle eccezioni).

In genere se un politico che promette di combattere l’immigrazione se ha lavorato bene ha più possibilità di essere rieletto, poiché su questo tema ispira fiducia. Il consiglio è di parlare delle cose che si devono fare, o che devono essere migliorate. Parlare del futuro fa capire all’elettorato di avere di fronte un politico con una visione.

In alcuni casi più che ricandidarsi con lo stesso messaggio si può declinare il vecchio messaggio in prospettiva futura.

 

ERRORE N° 3 • Non usare i social network

I social network sono importanti in campagna elettorale ed è sempre meglio utilizzare i social seguendo consigli utili.
Se c’è una cosa su cui molti candidati vengono “bocciati” durante una campagna elettorale, è sui social network.

 

ERRORE N° 4 • Comparire solo un mese prima delle elezioni

No, non si può apparire magicamente a poche settimane dal voto e “pretendere” il voto degli eeIl marketing durante una campagna elettorale non è una cosa di due o tre mesi. Dal mio punto di vista, questo dovrebbe durare durante l’amministrazione del candidato eletto o durante la preparazione del candidato che vuole essere eletto.

Con questo intendo dire che non si tratta di fare manifesti, andare in TV, baciare qualche bambino e andare in giro per il quartiere 2 o 3 mesi prima. Per fare un buon marketing devi sempre essere in contatto con i potenziali elettori.

Solo in questo modo le questioni sociali potranno essere realmente comprese e potranno essere preparati buoni piani d’azione da comunicare a ciascun segmento della società.

 

ERRORE N° 5 • Non avere una strategia

Molti candidati non hanno una strategia per la campagna elettorale. Spesso le loro azioni sono dettate da fattori esterni, abitudini e reazioni a mosse di altri candidati o fatti intercorsi durante la campagna.

Una buona strategia elettorale può fare davvero la differenza. Immaginate i casi in cui alcuni candidati sono costretti ad inseguire i temi dell’altro candidato o di rispondere alle sue invettive senza poter trovare il tempo e la lucidità di proporre le sue idee agli elettori.

Un piano strategico completo che comprenda l’online e l’offline, i social e i porta a porta, è fondamentale. non averlo è un errore che può costare caro.

 

ERRORE N° 6 • Campagna “Fai da te”

Forse l’errore più grande. Le campagne elettorale “fai da te” sono quelle che più spesso conducono ad un’analisi elettorale della sconfitta. D’altronde affidarsi a professionisti ha il suo senso come lo ha per gli altri settori della vita.
Se vogliamo essere competitivi, sopratutto sul marketing politico durante una campagna elettorale, dobbiamo davvero cercare di utilizzare le migliori risorse e i migliori professionisti.

Non si tratta solo di ottenere un colore e fare un buon slogan. Il marketing politico richiede molto di più.

Il candidato è come un prodotto (o quasi), e come qualsiasi prodotto deve essere venduto con stile.

 

Questi sono solo alcuni errori che possono accadere in campagna elettorale. Ovviamente ci sarebbe tanto altro da dire su cosa può o non può essere fatto. Ma il vero consiglio che posso darvi e imparare dall’esperienza. Le regole non valgono sempre per tutte le occasioni e i contesti elettorali bisogna sempre portar con sé da ogni campagna elettorale conoscenze ed esperienze da utilizzare nelle sfide successive.

 


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